In Mozambico si coltiva la jatropha della specie Curcas, ideale per la produzione di biodiesel. Ad oggi, in Mozambico, non esiste alcun impianto per la raffinazione del biodiesel e la jatropha che si raccoglie, grazie alle sue proprietà curative, è usata in omeopatia. Inoltre, per il fatto che questa pianta risulta velenosa per gli insetti, viene usata come disinfestante naturale.
La più prestigiosa Università statale del Mozambico, la “Eduardo Mondlane”, sta conducendo delle ricerche su questa pianta e un ricercatore coinvolto nella ricerca mi ha mandato i seguenti dati importanti:
1. In un ettaro di terreno, è possibile piantare circa 1.665 piante di jatropha;
2. Una piantina nuova impiega 9 mesi a maturare fino al primo raccolto e la capacità massima è di 3 raccolti all’anno;
3. Su un ettaro di terreno si producono 6,5 tonnellate a raccolto e in un anno si possono ottenere fino a 20 tonnellate circa di prodotto;
4. Per produrre 1 litro di biodiesel occorrono 2,5 Kg di semi di jatropha;
5. Quanto all’irrigazione, la jatropha necessita di una maggiore quantità d’acqua nella fase in cui si impianta, man mano che cresce quest’acqua viene ridotta fino alla completa sospensione. In totale, occorrono 30.000 litri d’acqua per ettaro.
In Mozambico, esiste un’Associazione chiamata Mucriga che è interessata a questo progetto e che sta cercando partner con cui portarlo a compimento. Quest’Associazione possiede terreni con jatropha matura e migliaia di altri da coltivare. In termini concreti l’Associazione provvede:
- allo spazio par la coltivazione della jatropha e per la costruzione del capannone destinato all’impianto di raffineria;
- alla mano d’opera locale sia per i lavori nei campi che nell’impianto;
- ai semi di jatropha;
- all’irrigazione dei campi.
Un aspetto importante da sottolineare è che l’Associazione Mucriga è interessata al progetto sul biodisel, in quanto ritiene di possedere una carta vincente, visto che l’impianto verrebbe installato nella famosa valle del fiume Limpopo, dove si concentrano la maggior parte delle aziende agricole che riforniscono la zona sud del Mozambico, compreso Maputo, la capitale. Il biodiesel sarebbe tra l’altro quasi interamente destinato alle macchine agricole della zona.
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7 commenti:
C'è da tenere presente che la produzione di biodisel prevede anche un sottoprodotto interessante che è il glicerolo, sostanza chimica usata abbondantemente in molti comparti industriali quali quello farmaceutico, cosmetico, alimentare, saponi e detergenti. Per ogni 200 litri di biodisel si ottengono circa 60 litri di glicerolo. Sarebbe interessante sapere il prezzo industriale del glicerolo grezzo per poter meglio valutare le entrate. Inoltre ho verificato con l'ing. Josè Anselmi che il consumo di energia elettrica per un ciclo di produzione di 8 ore (400 litri di biodisel), con l'impianto da lui proposto, è stimato attorno a 80 Kilowattora.
Caro Flavio ti ringrazio per questo tuo prezioso contributo e non appena avrò il prezzo del glicerolo grezzo te lo farò sapere. E’ molto importante anche il dato sul consumo di energia soprattutto rispetto ai dati da tenere in considerazione durante l’implementazione del progetto.
Dunque, ho trovato su internet che il prezzo del glicerolo si dovrebbe aggirare attorno a 300 USD/ton.
Altra notizia interessante è la seguente:
Grazie a un brevetto messo a punto dal Cnr di Palermo e dall'Università Ebraica di Gerusalemme, è possibile utilizzare il glicerolo per convertirlo in acido mesossalico, un prezioso fine chemical sino ad oggi ottenuto in basse rese. Questo risultato potrebbe portare importanti benefici a tutti coloro che utilizzano farmaci a base di acido mesossalico, fra cui uno che ha mostrato una potente azione anti-HIV.
Un risultato straordinario anche dal punto di vista economico, visto che su piccola scala 1 grammo di glicerina costa 26 centesimi di euro mentre 1 grammo di acido mesossalico ne costa ben 4.
Per info ulteriori:
Dr. Mario Pagliaro
+39 091 680 93 70
mario.pagliaro@gmail.com
Leo, avrei bisogno di dati più dettagliati riguardo la tua missione in Mozambico.
Sono stato contattato da un paio di gruppi internazionali che si occupano di energia che sembrano intenzionati ad investire in maniera consistente sulla jatropha, ma hanno giustamente bisogno di un pò più di dati e di una fotografia della situazione attuale in Mozambico.
Per rispondere alla tua richiesta di descrizione di ciò che abbiamo già in mano al momento, in ogni nazione, ti mando i dati sul Mozambico. Questi sono dati confermati da me stesso, visto che sono stato lì sul posto fino a una settimana fa.
1. In questo momento in Mozambico sono disponibili in convenzione circa 40.000 ettari di terreni in attesa di investitori;
2. La previsione è di una quantità illimitata, questo perché il Governo mozambicano sta promuovendo la coltivazione della Jatropha Curcas, per far fronte alle necessità energetiche e ogni giorno ci sono singoli individui o intere municipalità che mettono a disposizione i loro terreni;
3. Ovviamente, mettendo a disposizione i terreni per la coltivazione della Jatropha, si tiene conto dello spazio per i siti industriali per la lavorazione dei semi, c’è quindi anche questa disponibilità da parte delle istituzioni locali;
4. Per quanto riguarda le Istituzioni/Associazioni locali già contattate e dispon
5. ibili a partecipare al progetto, cito l’Associazione Mucriga che, tra l’altro, possiede un vivaio di Jatropha e terreni propri per l’implementazione di progetti;
6. Sottolineo che in Mozambico sono piuttosto avanti nella selezione di semi ad alta produttività;
7. Sono anche coinvolte le istituzioni governative, quali:
a) Il Governo della regione di Gaza;
b) Il Governo provinciale di Chibuto, sempre nella regione di Gaza;
c) Il Governo provinciale di Panda, nella regione di Inhambane.
8. Per quanto concerne le istituzioni di ricerca, è coinvolto l’INIA (Istituto nazionale per la ricerca agraria), il cui direttore ha dato tutta la sua disponibilità a collaborare con noi, in quanto è un eccellente conoscitore di tutto il settore agrario, oltre ad essere già collaboratore di altre istituzioni internazionali specializzate in agricoltura tropicale, come l’indiana ICRISAT.
9. Quanto alla distanza dai siti industriali rispetto al porto più vicino, questa è circa 200 Km. Ma, oggigiorno, con le nuove tecnologie, non è un problema la distanza tra il sito e il porto più vicino, perché esiste la possibilità di caricare il combustibile nelle petroliere, anche se queste si trovano in alto mare, usando il sistema detto “pumping”, si raggiunge cioè la nave con una tubazione flessibile, la si carica e, a nave piena, si riporta a terra la tubazione. Se si considera tale aspetto, i siti a disposizione in Mozambico distano dal mare di 3 Km.
10. Un aspetto importante da aggiungere, riguardante soprattutto i casi di coltivazione intensiva, è la presenza o meno dell’acqua. I terreni del Mozambico hanno nelle immediate vicinanze se non addirittura al loro interno, fiumi, laghi o falde acquifere poco profonde, intorno ai 5 metri in media.
AVVISO:
Abbiamo il piacere di informare tutti i gentili lettori del nostro blog che Sinapsys-Apronet ha appena firmato un accordo con la Mucriga del Mozambico, il suo principale referente, il quale costituirà un legame tra le due istituzioni quanto alla realizzazione dei progetti riguardanti la Jatropha Curcas. Si ricorda che Mucriga ha le competenze per trovare i terreni in cui coltivare la jatropha, assistere le aziende straniere nella formazione di joint-venture, condizione indispensabile per avere a disposizione un’illimitata quantità di ettari di terreno, ecc., mentre Sinapsys-Apronet accoglie le richieste delle aziende straniere che intendono investire in Mozambico e le assiste dalla preparazione degli studi di fattibilità sino alla realizzazione dei progetti stessi.
Chiunque sia interessato alla realizzazione di un progetto in Mozambico, contatti l’ing. Leonardo Nhanala inviandogli un’e-mail al seguente indirizzo: apropoint.ita.002@hotmail.it.
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